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Le stelline di semola, misura 05, cottura 7 minuti

admin 09 Nov 2016 0 commenti

Bye Bye Bombay.
Questa canzone mi fa piangere.
Sempre.
Quando l’ascolto sola.
Mi fa sentire piccolapiccola e grandegrande. Mi fa sentire il dolore e insieme l’onore d’esser me stessa.
E il coraggio che ci vuole a stare dalla parte di che e chi ho scelto.
E’ la parte di chi gli trema la terra sotto i piedi, la parte di chi si commuove all’arrivo di un’aria di primavera, la parte dove il passato è un sicario che continua a pedinarti, la parte dove le fatiche attanagliano e le magie incantano, la parte dove l’affetto prevale, sempre, su tutto e tutti.
Ed assume le forme più diverse, in un’affondabile catena di gesti d’amore e di pietà “che non cede al rancore”.
Non credo di essere in nessun Dio, ma credo fermamente che uomini e donne, amici o sconosciuti, possano essere tenuti insieme in una divina trama di bontà. Muta e silente ma dura come il diamante.
A risarcire chi non ha avuto nulla, chi ha avuto famiglie spoglie, madri cattive, chi si è fatto guidare da cattivi consigli e chi non ha avuto nessuna guida.
Un’immensa bontà che ci fa risuonare l’uno nell’altra, che ci fa rivoltare con rabbia, lavorare con lena, amare con passione, danzare con allegria, urlare con sdegno, parteggiare sempre. Su questa “parte”, a cui sento di appartenere, ho trovato te, e qui ti ritrovo sempre.
Mio caro amico e amica, straordinario essere acquatico, fatto di paure e grinta enormi, impasto surreale di gioia e malinconia.
Sacerdoti di bianchi esorcismi o ostetriche di instancabili creatività e ironia. Vi ho visti in azione, con la vostra energia e il vostro carico di utopia. Il finale di questo film è perfetto, ma io sono sicura che saprete superarlo in uno migliore, perché non c’è limite alla vostra inventiva.
E alla vostra voglia di vivere.
E alla mia. In sintesi, io non tremo e vi amo, mo dabon!

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